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Lorent Saleh: al Venezuela serve il rispetto della legge, non l'intervento militare

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Questo il suo intervento alla tavola rotonda: «In Venezuela c’è un regime di terrore. La popolazione civile è sottomessa a un livello di v...

Questo il suo intervento alla tavola rotonda:

«In Venezuela c’è un regime di terrore. La popolazione civile è sottomessa a un livello di violenza molto alto da parte dello Stato. Si tratta di terrorismo di Stato». [...] «C’è un regime al potere che domina la popolazione con il terrore: rapiscono, assassinano, usano la fame e la malattia per sottomettere la gente», afferma Lorent Saleh.

«Nel 1998 Hugo Chávez, che aveva tentato un colpo di Stato nel 1992, assassinando molte persone per cercare di conquistare il potere con la forza, è stato eletto democraticamente al governo». [ ...]

«Per mantenersi al potere (i tiranni e i dittatori) sono disposti ad abusare la legge e a uccidere un popolo con le malattie e la fame, come succede adesso. Hugo Chávez ha usato l’odio per fare politica, e quando i politici usano l’odio come strumento di politica è una bomba».

«Durante il governo di Chávez il prezzo del petrolio è salito moltissimo: è passato da 8/10 dollari al barile a 100 dollari al barile. Inoltre tutte le grandi risorse minerarie del Venezuela, come oro, diamanti, alluminio… erano in mano a un militare che aveva tentato di fare un colpo di Stato prima di andare al potere». Grazie a questo potere «ha iniziato ad avere il controllo su tutte le istituzioni dello Stato, anche sulla Chiesa». [...] «Nel 2007 Hugo Chávez decide di chiudere la principale rete televisiva in Venezuela, Radio Caracas Televisión, ottenendo il monopolio dell’informazione». [...] «In quel periodo in cui il petrolio aveva un prezzo così alto Chávez aveva molti amici nel mondo e nessuno ci ascoltava». [...]

«Quando muore Chávez (nel 2013, ndr), Maduro va al potere e il prezzo del petrolio crolla». A causa del crollo del prezzo del petrolio le entrate diminuiscono e «la violenza di Stato aumenta. Il regime di Maduro inizia a neutralizzare gli oppositori e a metterli in prigione». [...] «Ci sono nelle carceri del Paese più di 800 prigionieri politici e più di 5 milioni di Venezuelani hanno lasciato il Paese». [...] «Nel momento in cui diminuisce il prezzo del petrolio, arriva l’attenzione internazionale».

«Alle elezioni del 2015 il partito di Maduro ha perso l’Assemblea Nazionale, e ha deciso di creare una struttura incostituzionale, per aggirare la volontà popolare». Nel 2018 Maduro è stato rieletto presidente senza essersi presentato a giurare davanti all’Assemblea Nazionale, come invece prevede la Costituzione venezuelana, «che stabilisce che quando c’è un’usurpazione del potere il presidente dell’Assemblea Nazionale prende il potere e porta il Paese a elezioni nazionali». [...] «Non è una strategia dell’opposizione, è la Costituzione che lo prevede».
«Il presidente dell’Assemblea Nazionale è Juan Guaidó, che è della nostra generazione, e ha colto questa grande sfida. Nicolás Maduro è protetto dai militari e deve dimostrare che ha titolo per il potere. E l’Assemblea Nazionale è l’unica istituzione legittima nel Paese» [...]

Quello che chiediamo alla comunità internazionale non è di sostenere l’opposizione democratica in Venezuela, ma di appoggiare la nostra Costituzione» [...] «Di fronte a una «sistematica violazione dei diritti umani, a crimini contro l’umanità, ciò che chiediamo alla comunità internazionale è che applichi gli strumenti che la comunità stessa ha creato». [...] «Il piano di azione che l’Assemblea Nazionale ha tracciato è la fine dell’usurpazione del potere, e l'organizzazione di elezioni libere».

«Non vogliamo che ci mandiate i vostri soldati, i vostri tank per liberarci, ma quello che chiediamo è un’indagine con la Corte Penale Internazionale per determinare le responsabilità. [...] «Bisogna che le impunità finiscano». [...] «E se la comunità internazionale non agisce ci saranno più morti e violenza contro i Venezuelani e più la comunità internazionale rimane inattiva più è probabile che ci sia uno scontro tra Russia e Usa» [...] «L’Unione Europea deve dire ai militari e a coloro che sono coinvolti nella politica del terrore e che hanno depositato i loro patrimoni in Europa: “Questi soldi che avete qui in Europa noi li congeliamo”. Io credo nelle sanzioni contro gli individui».

Lorent Saleh conclude il suo intervento con una domanda che rimane sospesa: «¿Cuántos muertos nos faltan?» Quante persone devono ancora morire?


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Lorent Saleh: al Venezuela serve il rispetto della legge, non l'intervento militare
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giornale libertà
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