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La vittoria di Zelensky? È più che altro una grande sconfitta di Poroschenko

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Questa sconfitta, certamente, non è da imputare solo al presidente ucraino ma anche a tutto il suo entourage: funzionari, deputati e comand...

Questa sconfitta, certamente, non è da imputare solo al presidente ucraino ma anche a tutto il suo entourage: funzionari, deputati e comandanti militari, che hanno generato all’interno del Paese una tal reazione di rigetto nei loro confronti. Dopo questa pessima figura, quantomeno, molti dovrebbero allontanarsi dalla scena politica del paese.

Anche il rappresentante speciale degli Stati Uniti per l’Ucraina, Kurt Volker informalmente ne esce sconfitto: sebbene Washington abbiano sempre potuto contare su Poroshenko come un diligente esecutore, con la loro influenza gli USA in Ucraina non sono però riusciti nel compito più importante, quello cioè di “conquistare i cuori e le menti” degli ucraini.

Kurt Volker, sembra, non abbia realizzato quali siano gli orientamenti attuali del popolo ucraino; porgendo a Zelensky le congratulazioni da parte di Donald Trump ha aggiunto: “Continueremo a sostenere gli sforzi dell’Ucraina nel ripristinare l’integrità territoriale e respingere l’aggressione”.

Deducendo che per “aggressione” intende le azioni della Russia, le sue parole andrebbero dunque lette: “l’America continuerà a sostenere la guerra nel Donbass”. Il fatto che il popolo ucraino sia stanco della guerra, naturalmente, non interessa a Volker.

Andrebbe invece realizzato che la democrazia che l’Occidente per la seconda volta impone all’Ucraina è fallita (la prima volta con la cosiddetta “rivoluzione arancione” scoppiata a Kiev quando alle elezioni presidenziali del 2004, dopo il vantaggio di Viktor Janukovich sul candidato filo-occidentale Viktor Jushenko si arrivò a invalidare il primo risultato elettorale, per ripetere le elezioni, vinte di seguito da Jushenko). La lezione da trarne è che i “leader” che gli americani e in generale gli europei pongono sulla poltrona presidenziale con i disordini di piazza, perdono rapidamente il loro sostegno popolare, pompato artificiosamente. In Ucraina la democrazia promossa dall’Occidente, si è trasforma in “anti-democrazia” nel momento in cui il presidente favorito dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea è stato disdegnato dalla sua gente perdendo clamorosamente consenso.

Per quanto riguarda le prime dichiarazioni di Zelensky, subito dopo la sua vittoria, puntando subito alla questione della guerra in Donbass ha dichiarato: «In ogni caso agiremo nel formato Normandia, continueremo il processo di Minsk, lo riavvieremo, penso, avremo delle sostituzioni nei quadri (del personale)», aggiungendo: «Andremo fino in fondo per arrivare a un cessate il fuoco».

Da parte russa, Valentina Matvienko, il portavoce del Consiglio della Federazione, già il giorno successivo alle elezioni ha riferito che la Russia è pronta a un “dialogo costruttivo” con il neo-presidente ucraino. Apprezzando particolarmente la dichiarazione di Zelensky sul desiderio di risolvere al più presto la guerra in Donbass seguendo gli accordi di Minsk la Matvienko ha rimarcato: “Siamo interessati a normalizzare le relazioni, siamo interessati che il conflitto interno ucraino tra il sud-est del paese e il governo possa al più presto sistemarsi, affinché in Ucraina arrivi la pace e la stabilità”.

Il Cremlino, tuttavia, per il momento non ha fretta nel congratularsi con Zelensky per la sua vittoria. Come spiegato da Dmitry Peskov, portavoce del presidente russo: “Mosca rispetta la scelta del popolo ucraino, soprattutto perché questa scelta è assai ovvia”, ciò nondimeno: “la legittimità di queste elezioni nel suo complesso è stata messa in discussione quando non è stata data la possibilità di votare a 3 milioni di cittadini ucraini che vivono in Russia”.

Probabilmente, in effetti, è prematuro fare previsioni sul nuovo presidente Zelensky, non avendo una carriera politica alle spalle nessuno sa ancora chi sia realmente, politicamente parlando. Difficile per ora valutare se avrà la forza e la coerenza di mantenere quanto promesso e soprattutto se riuscirà a soddisfare il grande desiderio di cambiamento espresso dall’elettorato ucraino che nelle sue mani ha riposto l’unica grande speranza che oggi anima l’Ucraina: un futuro migliore e necessariamente di pace.


by Eliseo Bertolasi via Vita.it - Ultim'ora - News Feed

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La vittoria di Zelensky? È più che altro una grande sconfitta di Poroschenko
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