$type=grid$count=4$tbg=rainbow$meta=0$snip=0$rm=0

Hong Kong importa la valutazione d'impatto made in Italy

SHARE:

Partiamo dal titolo della relazione: qual è l’approccio europeo e occidentale alla valutazione? La cultura della valutazione ha avuto una ...

Partiamo dal titolo della relazione: qual è l’approccio europeo e occidentale alla valutazione?
La cultura della valutazione ha avuto una grande accelerazione quando la matrice tecnica proposta da Leon Rosenberg nel 1969 è stata utilizzata da enti pubblici americani, agenzie delle Nazioni Unite e dall’Unione Europea (con il logframe matrix) per orientare la progettazione. Ha cioè adottato un format universalmente utilizzato per la progettazione e la rendicontazione in nord America e in Europa. La grande quantità di risorse investite in azioni “progettuali” ha comportato una crescita incrementale della domanda di rendicontazione, ma con un effetto collaterale importante: la rendicontazione e la valutazione si sono intrecciate e confuse e ha vinto la valutazione di processo, a scapito di quella di esito. Chi mette a disposizione risorse chiede giustamente conto del loro utilizzo. Quando lo fa in modo amministrativo privilegia la tracciabilità delle azioni e dei loro costi, ma lascia in secondo piano la domanda su quanto i talenti messi a disposizione hanno fruttificato. Nella parabola il padrone definisce “malvagio” il servo che gli restituisce il valore ricevuto perché è giustamente interessato alla moltiplicazione del valore e non soltanto alla sua corretta amministrazione. Questa contraddizione si riproduce in tutte le valutazioni che si accontentano di verificare gli indici di processo e di output ma non quelli di esito.

Quali gli effetti collaterali determinati da questo approccio e quali le sfide da affrontare?
Il dibattito in Europa negli ultimi anni si è concentrato sugli strumenti e sulle metriche per misurare l’impatto sociale (La finanza che include: gli investimenti ad impatto sociale per una nuova economia, Rapporto Task Force G8 nel 2014) lasciando intendere che nelle misure di impatto si incorporano anche quelle di esito. Tecnicamente non è così, visto che i benefici di impatto sono più estesi (sono appunto sociali) ma meno intensi rispetto ai benefici per i diretti destinatari degli investimenti progettuali. Con i format di rendicontazione amministrativa si privilegia l’accountability e si consente ai progettisti di “surfare” da progetto a progetto (anche se hanno pregressi indici di outcome e di impatto inconsistenti) ma sanno produrre rendicontazioni accurate e coerenti con il logic model tradizionale, che consente di consumare quantità ingiustificate di risorse. Per fortuna nel nostro Paese stanno emergendo crescenti perplessità su questo andamento, in particolare nel mondo delle fondazioni di origine bancaria.

Cosa si sta muovendo in Oriente?
Qualcosa di interessante sta avvenendo a Hong Kong, un territorio ad elevata intensità demografica, dove molte pratiche di erogazione sono finalizzate a progetti sociali per ridurre le grandi disuguaglianze che caratterizzano quell’area. L’Università cinese ha avviato un progetto triennale ambizioso per rimettere in discussione le attuali modalità di monitoraggio e valutazione dei progetti. Hanno coinvolto tutte le NGOs del territorio in un grande esperimento “MEL (Monitoring, Evalution, Learning)”, insieme con le imprese finanziatrici, i grandi media, in dialogo con centri di studio e ricerca di altri Paesi. Il focus è sullo sviluppo dei servizi, il rendimento delle risorse, l’utilizzo dei social, la valutazione di esito e impatto. Le azioni sono facilitate da una banca di indicatori (Oucome/Impact Indicator Bank), soluzioni digitali e comunicative facilitanti la condivisione delle migliori pratiche, una Ocop (Online Community of Practices) e molta condivisione con training e tutoraggio finalizzati.

Fondazione Zancan che contributo darà a questo progetto?
L’invito dell’Università cinese di Hong Kong a collaborare insieme con altre università (Melbourne, Sydney, fra le altre) è una sfida oltre misura per noi, ma è anche un’occasione straordinaria per vivere in presa diretta le potenzialità di questa iniziativa. Per loro quello che sta avvenendo in Italia è interessante per capire il futuro della valutazione. Sanno che abbiamo contribuito a prepararlo, a partire dal 1971, con i due seminari del prof. Alfred J. Kahn e la pubblicazione in italiano del suo “Theory and Practice of Social Planning”. Le successive pubblicazioni e scambi internazionali hanno consolidato questo sforzo, con eventi realizzati in vari Paesi e lo scorso anno alla Luiss e in Senato (la conferenza internazionale su “Effective Measures to Cope with Poverty: Lessons from Italy and Other Countries”). Il nostro contributo proseguirà dando risposte alle domande che ci sono state rivolte: con quali metriche misurare i risultati sociali, come farlo in ambienti collaborativi, imparando insieme, come farlo con tutti gli enti interessati alla valutazione e ad “essere valutati”, come farlo con soluzioni sostenibili, con migliori indici di costo/efficacia, con particolare attenzione alla valutazione di “impatto sociale generativo”.

Come saranno condivisi i risultati?
Il progetto metterà in campo uno sforzo tecnologico considerevole per facilitare il passaggio dai problemi alle soluzioni e utilizzarle. L’obiettivo è ridurre la differenza tra teoria e pratica, evitando le scorciatoie, tra queste le pratiche di storytelling senza numeri e i dati di esito e impatto. Il logic model chiuso razionalmente è venuto da est, quello aperto potrebbe venire dal confronto a 360 gradi: tra est e ovest, nord e sud. Ci vorrà tempo, è una strada obbligata che ci riserverà non poche sorprese. L’appuntamento è tra tre anni, quando saranno discussi i risultati di Mel in una conferenza internazionale, ma già ora è operativo un learning environment, aperto a tutti gli aventi interesse per condividere problemi e soluzioni.


by Stefano Arduini via Vita.it - Ultim'ora - News Feed

COMMENTS

Nome

notizie,4059,
ltr
item
giornale libertà: Hong Kong importa la valutazione d'impatto made in Italy
Hong Kong importa la valutazione d'impatto made in Italy
http://i.cdn-vita.it/blobs/variants/2/3/1/e/231e52c4-b2c0-48ce-b0fc-444f305508d6_large.jpg?_636921392426310074
giornale libertà
http://giornaleliberta.blogspot.com/2019/04/hong-kong-importa-la-valutazione.html
http://giornaleliberta.blogspot.com/
http://giornaleliberta.blogspot.com/
http://giornaleliberta.blogspot.com/2019/04/hong-kong-importa-la-valutazione.html
true
3232550316594553791
UTF-8
Loaded All Posts Not found any posts VIEW ALL Readmore Reply Cancel reply Delete By Home PAGES POSTS View All RECOMMENDED FOR YOU LABEL ARCHIVE SEARCH ALL POSTS Not found any post match with your request Back Home Sunday Monday Tuesday Wednesday Thursday Friday Saturday Sun Mon Tue Wed Thu Fri Sat January February March April May June July August September October November December Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec just now 1 minute ago $$1$$ minutes ago 1 hour ago $$1$$ hours ago Yesterday $$1$$ days ago $$1$$ weeks ago more than 5 weeks ago Followers Follow THIS PREMIUM CONTENT IS LOCKED STEP 1: Share. STEP 2: Click the link you shared to unlock Copy All Code Select All Code All codes were copied to your clipboard Can not copy the codes / texts, please press [CTRL]+[C] (or CMD+C with Mac) to copy