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Se il Museo (non) è per tutti, il caso Milano

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Secondo la definizione dell’Icom (Internation Council of Museum), “ Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio...

Secondo la definizione dell’Icom (Internation Council of Museum), “Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, e del suo sviluppo, aperta al pubblico […]”. Per la precisione: a tutto il pubblico.

Purtroppo non sempre è così. Per le persone che godono di piene funzioni motorie è facile salire pochi gradini per raggiungere la biglietteria. È assolutamente normale starsene in coda nell'attesa di poter accedere alle sale museali. Solitamente si trascorre il tempo lamentandosi delle ore passate in piedi a guardare delle opere, mentre, con il braccio stanco, si regge un’audioguida spesso troppo prolissa per essere davvero ascoltata.

A queste e simili azioni comuni, semplici, siamo abituati. Ma non per tutti è cosi. La questione cambia se le braccia sono impegnate ad appoggiarsi sulle stampelle. Cosa accade quando tutti gli sforzi sono volti a passare tra la gente con una carrozzina cercando di non farsi investire e, al contempo, con la speranza di raggiungere quell’opera di cui parlano tutti?

La sfida si fa ardua oltre ogni immaginazione anche perché spesso, nonostante le norme che lo impongono, il museo non è facilmente accessibile per le persone con disabilità motorie. Le rampe di ingresso sono troppo ripide (come se il problema di chi gestisce fosse quello di risultare a norma e non di offrire un aiuto reale alle persone), gli ascensori non funzionano e alcune sale possono non essere in alcun modo raggiungibili.

Prendiamo ad esempio la città che dovrebbe essere all'avanguardia in Italia per tutto ciò che riguarda i temi della sicurezza e dell'agibilità nei luoghi pubblici: Milano.

Cominciamo dalla Pinacoteca Ambrosiana. Nell’edificio sono presenti due ascensori, ma solo uno è usufruibile dal pubblico. L’ascensore si ferma al primo piano, mentre le sale espositive proseguono anche al secondo. Se la persona con disabilità motorie vuole visitare anche il secondo piano, è costretta ad affrontare una scalinata. Al turista impossibilitato ad affrontare le rampe, la visita al secondo piano è, semplicemente, negata.

Per quanto riguarda Palazzo Reale è presente un ascensore che permette il collegamento al secondo piano. L’unico difetto è che non esiste un operatore addetto all’utilizzo dell’ascensore ed è quindi necessario trovare qualcuno che lo attivi. Inoltre, la rampa per accedervi per diverse persone risulta troppo ripida. Insomma, visitare si può, ma l’autonomia personale è limitata.

Esistono ovviamente esempi positivi, come è il caso della Pinacoteca di Brera, il Museo del Novecento, il Castello Sforzesco e il Museo del Duomo.

La Pinacoteca di Brera ha un ascensore accessibile direttamente dal cortile interno, è ben segnalato ed è presente una persona addetta al suo utilizzo. Un servizio impeccabile che permette di arrivare direttamente al “Caffè Fernanda”, il bar del museo. Inoltre, all’interno delle sale espositive sono presenti diverse sedie e panche, che permettono il riposo durante la visita.

Per quanto riguarda il Museo del Novecento ha anch’esso un ascensore che facilita la visita, oltre ad una rampa a chiocciola e alle scale mobili. L’ultima sala espositiva del museo, dove sono presenti le opere di Lucio Fontana, è accessibile tramite una pedana mobile che consente così la visita a tutti i turisti interessati.

Il Museo del Duomo, come alcune parti del Castello Sforzesco, tra cui l’ala in cui è conservata la Pietà Rondanini di Michelangelo, si sviluppano al piano terra. L’accesso è quindi assicurato e in alcuni casi facilitato da comode rampe. I piani superiori del Castello Sforzesco sono accessibili a tutti i visitatori grazie agli ascensori.

Vorrei focalizzare l’attenzione ora sul simbolo di Milano per eccellenza: il Duomo.

Il Duomo di Milano è visitato ogni giorno da turisti provenienti da tutto il mondo e, sia per la sua bellezza che per il suo valore simbolico, dovrebbe essere visitabile da tutti. Ma non è così. Uno dei servizi che offre il Duomo è la visita alle terrazze sul tetto da cui, tra una guglia e l’altra, si può ammirare la città lombarda. Un’esperienza unica, se non si hanno problemi motori.

Per le persone in carrozzina è disponibile un ascensore, che però al momento non è in funzione. Sarà aperto quotidianamente a partire da aprile e, per ora, è usufruibile solo nel fine settimana e in determinati orari.

La situazione cambia se la persona in questione, seppur in possesso di certificato di invalidità, si regge con le stampelle e non è in carrozzina. In questo caso la persona disabile viene fatta salire con gli ascensori disponibili a tutti i visitatori senza essere avvisata degli scalini che dovrà affrontare lungo il percorso di visita. Essi diventano dei veri ostacoli a cui si aggiunge il gran numero di turisti che passano tra i cunicoli del Duomo a ogni ora del giorno. È un vero incubo. La persona disabile si trova a non poter né proseguire, né tornare indietro. Il rischio maggiore è quello di scivolare sul marmo lucido e di farsi male. Questa persona deve affrontare l’umiliazione di non poter proseguire autonomamente perché la struttura non lo concede e, quindi, di non poter usufruire di un’esperienza tanto unica quanto - ma solo all’apparenza - alla portata di chiunque.

Perché è di questo che stiamo parlando. Di umiliazione. Di non farcela da soli e di non avere il supporto di una struttura che per legge, se non altro morale, dovrebbe garantire il pieno utilizzo della stessa. Come si è visto, alcuni musei sono organizzati in modo da permettere la visita a tutti. Altri, purtroppo, non compiono questo che è un loro sacrosanto dovere, nella misura in cui è un sacrosanto diritto di tutti poter godere della bellezza della loro città.

Una persona con disabilità motorie è costretta ad affrontare grandi difficoltà in ogni momento della giornata e a prestare attenzione anche a compiere semplici azioni quotidiane. Uno scalino diventa una montagna se non si è aiutati a superarlo e così anche il normale accesso a bar, ristoranti o marciapiedi diventa insostenibile.

Un museo è un luogo di cultura e di piacere ed è giusto che una famiglia, una coppia, degli amici o una persona da sola possano godere di una bella esperienza.

Nel momento in cui una persona con invalidità si trova davanti ad un ostacolo, esso dovrebbe diventare un ostacolo per la società intera.


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Se il Museo (non) è per tutti, il caso Milano
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