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Un Manifesto per rilanciare l’inserimento lavorativo della cooperazione sociale

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Sono 2milioni i giovani in Italia che oggi non stanno studiando né lavorando, decine di migliaia i lavoratori precari che guardano all’em...

Sono 2milioni i giovani in Italia che oggi non stanno studiando né lavorando, decine di migliaia i lavoratori precari che guardano all’emigrazione come unica soluzione e oltre 4milioni le persone che vivono in condizioni di povertà e necessitano di percorsi di inclusione non soltanto lavorativa ma anche sociale.

La mancanza di lavoro è al tempo stesso causa ed effetto del disagio delle persone e, conseguentemente, delle famiglie, che sentono il bisogno di una “presa in carico” globale e di un percorso di accompagnamento sociale, in una logica di prossimità. La cooperazione sociale è stata artefice di un modello di inclusione lavorativa di coloro che ha incontrato in percorsi di contrasto all’emarginazione ed al disagio, puntando tutto sulle capacità di ogni persona e sulla disponibilità ad essere artefice del proprio futuro.

Sono certo che a questo bisogno di futuro la cooperazione sociale debba garantire una risposta, offrendo quel contributo frutto di competenze ed esperienze, riacquisendo quel ruolo che narra la sua matrice, rimettendo al centro la persona e la sua capacità di contribuire allo sviluppo di una comunità i cui paradigmi, però, sono profondamente mutati.

Su questi temi le organizzazioni, ma anche le reti imprenditoriali come Idee In Rete – di cui sono presidente – si sono interrogate, in un dialogo vivace che ci ha spinto a “prendere posizione” e accendere i riflettori sul preziosissimo ruolo che le cooperative sociali svolgono per promuovere processi di inclusione lavorativa.

Parliamo di dati importanti non sempre scontati, che però devono spingere il mondo della cooperazione sociale a rivedere il loro posizionamento in un sistema, non più terzo, capace di generare benessere collettivo.

Questo cambio di paradigma deve essere supportato da una maggiore apertura degli enti locali, che invece di rincorrere risparmi a costo zero dovrebbero considerare l’inserimento lavorativo come interesse pubblico. La corsa esasperata al risparmio da parte della Pubblica Amministrazione, i modelli di co-progettazione e co-programmazione non sempre digeriti, interrogano la cooperazione sociale e sottolineano la necessità di rispondere all’emergenza lavorativa senza perdere la qualità del proprio operato e i valori che ne stanno alla base.

Questa è la genesi del “Manifesto per rilanciare la cooperazione sociale di inserimento lavorativo che nei mesi scorsi abbiamo lanciato insieme agli amici Abele Lavoro e CNCA e che in poche settimane è stato sottoscritto da oltre 100 organizzazioni.

La sorpresa, piacevole, è stata la vivacità con cui associazioni, federazioni regionali, imprese sociali, cooperative, si sono riconosciute in questo progetto e hanno rilanciato offrendo il loro contributo, trasformando una proposta in un progetto collettivo.

La direttrice ha una matrice concreta e operativa, il manifesto individua 3 proposte, tra quelle possibili: Investire in comunità, essere e fare territorio che riafferma il dialogo necessario e costante che le cooperative sociali devono interpretare con le comunità; La cooperazione sociale che integra la funzione formativa declinando la peculiarità del nostro modello d’impresa capace di formare operando; la cooperazione sociale e lavori utili di comunità basata sulla capacità della cooperativa sociale di integrare entro un contesto produttivo lavoratori con debolezze e fragilità.

La caratteristica di questo percorso è certamente il confronto, ragion per cui giovedì 21 febbraio dalle 10.30 alle 16.30 ci incontreremo a Milano in Via Luigi Mengoni, 3, presso CN L’HUB con la prima di alcune tappe che percorreranno lo stivale. A Milano, che conta già 135 iscritti, il tema sarà “Dal lavoro all’inclusione: è tempo di proposte” e coinvolgeremo i partecipanti in tre diversi workshop: essere impresa che produce e che forma, essere impresa in relazione con il territorio ed essere impresa che incrocia e bisogni e impegno di chi si avvicina al lavoro.

Parteciperanno ai lavori Stefano Granata (Presidente Federsolidarietà Confcooperative), Eleonora Vanni (Presidente Legacoop Sociali), Luigi Corvo (Università di Tor Vergata), Pierfrancesco Majorino (Assessore Politiche sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano).

È possibile leggere e sottoscrivere il manifesto alla pagina http://www.inserimentolavorativo.net dove iscriversi anche per partecipare all’appuntamento di Milano.


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Un Manifesto per rilanciare l’inserimento lavorativo della cooperazione sociale
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