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Migrateful, l’integrazione si fa cucinando

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«Il cibo è un linguaggio universale , ed è qualcosa che tutti amano, e che possono condividere. È un modo facile per mettere le persone i...

«Il cibo è un linguaggio universale, ed è qualcosa che tutti amano, e che possono condividere. È un modo facile per mettere le persone in contatto tra loro», così dice Jess Thomson, fondatrice e Ceo di Migrateful, charity che nasce a Londra nel 2017. L’idea del progetto è di dare a richiedenti asilo e rifugiati uno spazio per condividere le ricette dei loro Paesi e la loro cultura.

Migrateful fornisce formazione professionale e supporto a rifugiati e richiedenti asilo che cercano lavoro in Gran Bretagna, organizza workshop in cui essi insegnano a cucinare i piatti dei loro Paesi a chiunque voglia partecipare, dietro versamento di una quota di £35. Gli chef inoltre ricevono lezioni di inglese e l’opportunità di praticare la lingua durante i loro corsi di cucina. Non si tratta di sole lezioni, ma di momenti di condivisione delle storie e dei percorsi migratori degli chef.
I partecipanti possono imparare moltissime ricette da tutto il mondo cucinate da cuochi che provengono da: Afghanistan, Iran, Libano, Egitto, Tunisia, Albania, Eritrea, Etiopia, Nigeria, Pakistan, Bangladesh, Cuba e Ecuador.

L’impresa sociale londinese coinvolge i rifugiati e richiedenti asilo che fanno fatica a trovare lavoro a causa di barriere linguistiche e legali, queste ultime dovute al fatto che in Gran Bretagna i richiedenti asilo che non hanno ancora ricevuto lo status di rifugiato non possono lavorare, e coloro che l’hanno ricevuto devono riuscire a trovare un lavoro senza avere precedenti esperienze lavorative nel Paese, cosa tutt’altro che facile.

Così commenta il Guardian: «Quello che diventa chiaro riguardo i “sapori di casa” -di un posto, di una cultura o di una cucina- è che è raramente una cosa a senso unico. Più spesso è un dialogo: un dare e ricevere esperienze. Nessun posto che ho conosciuto riflette una tale complessità quale è quella di Migrateful». Nel progetto il dialogo interculturale è di vitale importanza. «Condividere la propria cultura e imparare quella degli altri è un modo molto positivo per stabilire contatti con la gente», dice Jess Thomson.

«Infatti i richiedenti asilo e i rifugiati che arrivano in questo Paese spesso non hanno amici, non hanno un network, né contatti per trovare lavoro, e non sanno parlare la lingua bene. Può essere un’esperienza di grande isolamento. Queste persone hanno bisogno di sostegno per ricostruire le loro vite nello Uk e devono anche metabolizzare dei ricordi veramente traumatici. Migrateful dà loro una comunità dove sono estremamente apprezzati», spiega Jess Thomson nel video.

L’impresa sociale fornisce un’esperienza di lavoro importante, fiducia, capacità di leadership, un network di sostegno e l’opportunità di migliorare la conoscenza della lingua inglese. I corsi di cucina consentono ai rifugiati e ai richiedenti asilo di costruirsi una competenza professionale che possono aggiungere al loro curriculum vitae per aiutarli a trovare lavoro. Il progetto è stato creato anche per rendere possibili rapporti positivi tra la popolazione locale e la comunità di migranti nello UK.
Fino a oggi, 16 chef hanno tenuto 180 lezioni di cucina con 1800 partecipanti.

Jess Thompson ha lavorato per tre anni in campi profughi in Marocco, Francia e a Londra. Migrateful nasce dall’incontro, all’interno di un progetto comunitario, con donne rifugiate altamente qualificate, che tuttavia non potevano accedere al lavoro per barriere linguistiche o legali. Jess Thompson è stata premiata per Migrateful nel 2017 da Unltd, the Foundation for Social Entrepreneurs.


by Cristina Barbetta via Vita.it - Ultim'ora - News Feed

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giornale libertà: Migrateful, l’integrazione si fa cucinando
Migrateful, l’integrazione si fa cucinando
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