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L’attacco mediatico non ferma le ONG, trend in crescita del 10%

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È uno dei dati più significativi che emergono dalla pubblicazione degli opendata delle ONG italiane nel portale Open Cooperazione , piat...

È uno dei dati più significativi che emergono dalla pubblicazione degli opendata delle ONG italiane nel portale Open Cooperazione, piattaforma online che raccoglie da ormai quattro anni i dati di trasparenza e accountability di oltre 200 tra le più importanti organizzazioni italiane impegnate nella cooperazione allo sviluppo e dell’aiuto umanitario. Una fotografia del settore aggiornata in tempo reale grazie ai dati inseriti volontariamente dalle organizzazioni italiane, aggregati e visualizzabili attraverso grafici e info-grafiche.

Nell’ultimo anno i bilanci economici delle 10 più grandi ONG italiane crescono del 12,4%, da quasi 500 milioni del 2016 arrivano a sfiorare i 560 milioni nel 2017. Un balzo esponenziale per ONG come Coopi, Cesvi, Intersos e Cisp che aumentano del 30-40% le loro entrate. In aumento, anche se più contenuto, anche Save the Children e MSF nonostante il coinvolgimento diretto nelle attività di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo. In flessione, seppur lieve, ActionAid, Unicef ed Emergency.

È importante tenere conto che i dati si riferiscono ai bilanci approvati nel 2018 delle organizzazioni e che quindi riportano il consuntivo delle attività dell’anno solare 2017. Un anno particolare per le ONG italiane che hanno subito a partire da maggio 2017 un pesante attacco mediatico rispetto alle operazioni di ricerca e salvataggio nel mar Mediterraneo. Una campagna diffamatoria che ha minato la credibilità di tutte le ONG impegnate nella cooperazione, nella solidarietà e nella promozione dei diritti umani e che si temeva potesse incidere in modo importante sulla fiducia dei cittadini e conseguentemente sulla raccolta fondi delle organizzazioni. In questo senso saranno i dati dell’anno prossimo a dare il vero e proprio riscontro di quanto possa essere costata alle ONG la campagna diffamatoria tutt’oggi in corso.

Ancora più rilevante è il tasso di crescita delle ONG italiane se si allarga lo spettro a un numero più ampio di organizzazioni. Prendendo in considerazione un campione omogeneo di 68 organizzazioni il trend di crescita dell’ultimo quadriennio sfiora il 30% passando da un totale dei bilanci di 529.647.865 milioni a 685.206.723 (più 155.558.858 euro). Le stesse organizzazioni registrano una crescita del 11,43% dal 2016 al 2017.

Le oltre 200 organizzazioni iscritte a Open Cooperazione raggiungono insieme un “fatturato” di ben 839.126.685 euro.

GEOGRAFIA DELLA COOPERAZIONE
Dal 2016 ad oggi anche la geografia della cooperazione delle ONG italiane si è modificata. Il Brasile e l’India non sono più i paesi con la presenza più alta di organizzazioni italiane. In vetta si posizionano ora gli stati africani: Kenya, Mozambico, Senegal ed Etiopia. Cresce fortemente la presenza in Libano, Palestina, Bolivia, Perù e Albania che oggi sono tra i dieci paesi più frequentati dalle ONG.
I progetti realizzati direttamente delle ONG italiane in questi paesi raggiungono quota 7709 ai quali si aggiungono 13420 progetti realizzati attraverso partner locali.

TEMATICHE e SDGs
Educazione e istruzione restano il temi predominanti dei progetti delle ONG (82%), 74% si occupa di capacity building e formazione e 70% di salute e sanità. A seguire il supporto allo sviluppo rurale (68%) e l’aiuto umanitario (66%).
Cresce il livello di engagement delle ONG italiane sugli obiettivi di sviluppo sostenibile e sui temi sottostanti. A partire dal 2016 i dati di Open Cooperazione rilevano gli SDGs principalmente presidiati dalle ONG iscritte al portale. In vetta l’obiettivo Istruzione di Qualità (SDG 4), segue la Parità di Genere (SDG 5), Sconfiggere la Povertà (SDG 1), Salute e Benessere (SDG 3), Ridurre le Disuguaglianze (SDG 10) e Sconfiggere la Fame (SDG 2).

TRASPARENZA
Anche grazie a Open Cooperazione aumenta la cosiddetta disclosure dei dati, ovvero la predisposizione delle organizzazioni a rendere pubbliche le informazioni economiche e gestionali che viene misurata attraverso il rank di trasparenza. Se nel 2015 erano solo 6 ONG con rank di trasparenza compreso tra 100 a 97% oggi sono ben 21. Di queste 18 hanno un rank di trasparenza del 100% e 3 raggiungono il 97%. Un trend molto positivo che vede crescere continuamente anche il numero di organizzazioni iscritte e quindi disponibili a render pubblici i dati in una piattaforma comune, non solo nei propri report e materiali informativi. Sempre in materia di trasparenza e accountability è importante segnalare che cresce in maniera rilevante anche la percentuale di organizzazioni con bilancio certificato da revisori esterni che oggi sono il 78%. Le organizzazioni che hanno acquisito certificazioni raggiungono quota 38,6% (più 7% negli ultimi 4 anni), le certificazioni più comuni restano la ISO e IID.

RISORSE UMANE
Abbastanza più stabile appare invece il quadro delle risorse umane del settore, sempre in perfetto equilibrio di genere (51% uomini e 49% donne). Il trend quadriennale sul campione omogeneo (nota 1) mostra un lieve incremento delle risorse umane contestualizzate in Italia e una flessione sull’estero. Il dato generale del 2017 mostra invece una flessione più significativa di alcune migliaia di unità (soprattutto sull’estero), probabilmente dovuta al fatto che alcune importanti organizzazioni non hanno compilato questo dato. in questo senso un dato più completo sarà disponibile tra qualche settimana quando tutte le organizzazioni avranno finito di compilare i dati sulla piattaforma che si aggiorna real time. Per quanto riguarda le tipologie contrattuali registrate i dati si attestano come segue: 47,7% contratti a tempo indeterminato, 8,1% contratti a tempo determinato, 30,9% contratti a progetto, 13,2% Partite IVA.

TOP 10 DELLE ORGANIZZAZIONI
Infine le classifiche. Come ogni anno vengono riportate su Open Cooperazione le classifiche delle organizzazioni che hanno registrato i valori più alti (bilanci, risorse umane, donatori, volontari, progetti, ecc). Di seguito quella relativa alle 10 organizzazioni che hanno mobilitato il maggior numero di volontari nelle proprie attività.

Le classifiche si riferiscono ai dati inseriti nel database relativamente all’anno 2017 e si aggiornano in tempo reale sulla base dei dati che le diverse organizzazioni inseriscono e rendono visibili nel portale.


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L’attacco mediatico non ferma le ONG, trend in crescita del 10%
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