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La libraia di Lodi: "Solidarietà eccezionale, ma non è finita"

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Raccolta fondi chiusa per eccesso di donazioni, attenzione della politica e dell’opinione pubblica nazionale: come ci è riuscito un coordin...

Raccolta fondi chiusa per eccesso di donazioni, attenzione della politica e dell’opinione pubblica nazionale: come ci è riuscito un coordinamento territoriale come il vostro?
Con un continuo lavoro spalla a spalla, ognuno per la propria parte: le famiglie toccate dal provvedimento che fatto conoscere in città il loro disagio, in particolare lo scorso 14 settembre quando la comunità egiziana ha promosso un presidio in piazza Broletto spiegato gli effetti nefasti del regolamento sulle loro vite. La novità delle certificazione sulle proprietà in Patria è del 4 ottobre 2017 ed è entrata in vigore il 17 ottobre 2017: essendo già iniziato l’anno scolastico gli effetti non si sono visti allora ma in questo nuovo anno. Nel frattempo a livello locale se ne era parlato molto, con ampi dibattiti in consiglio comunale, ma non si era arrivati a fare cambiare idea alla sindaca. Da qui la necessità di creare un Coordinamento, che si è via via formato con famiglie coinvolte, famiglie dei bambini italiani compagni di classe, cittadini e associazioni solidali, liste civiche consiliari ed enti come Caritas, Acli e Azione cattolica. Un coordinamento che, oltre a fare pressione sul ritiro del documento, iniziasse a raccogliere fondi per sanare la parte che mancava alle famiglie in difficoltà per avere i servizi scolastici necessari. Sia chiaro: non stiamo parlando di “tariffe agevolate per gli extracomunitari”, ma di tariffe proporzionate al modello ISEE per tutti allo stesso modo, italiani e stranieri. Chi usa il termine “agevolate” inganna l’interlocutore.

Nelle ultime ore vari ministri e politici, compresi il titolare degli Interni Salvini e del Lavoro Di Maio, hanno fatto intendere un ripensamento delle norme in vigore. Ma la sindaca ha diramato una nota con la quale è decisa a non cambiare rotta. Cosa avviene ora?
La sindaca è dalla mattina di lunedì 15 asserragliata nel suo ufficio e non riceve nessuna televisione o testata giornalistica presente all’entrata del Comune. Noi, sospesa temporaneamente la raccolta fondi con la quale garantiremo almeno fino alle vacanze di Natale sia la mensa che lo scuolabus per le famiglie coinvolte, ora torniamo alla mobilitazione di piazza. Per questo chiediamo ancora più partecipazione cittadina.

Da molte parti d’Italia sono arrivati messaggi e azioni solidali. Ma i cittadini di Lodi che ne pensano?
Devo dire che l’attenzione mediatica enorme degli ultimi giorni, in particolare il servizio su Piazza Pulita, ha portato molta più gente di prima a rendersi conto della situazione e quindi a chiederci informazioni ascoltando le nostre spiegazioni. Cresce quindi la consapevolezza, anche se Lodi è oggi il simbolo di quanto accade un po’ ovunque: è spaccata come lo è l’Italia. Parecchio solidale da una parte, rancorosa e non accogliente dall’altra. Non c’è solo la parte del Paese che non vuole accogliere, sia chiaro, ma c’è anche quella, ed è d’accordo con la decisione della sindaca perché pensa di trovarsi di fronte a famiglie di “furbetti”. Noi sappiamo che non è così, per questo continuiamo a parlare con i lodigiani.

E' arrivata solidarietà anche dalle famiglie degli alunni compagni di classe e dagli insegnanti delle scuole lodigiane?
Anche in questo caso ci sono tutte le posizioni: da chi fin dai primi giorni ha espresso solidarietà e vicinanza anche in modo concreto per aiutare, a chi non è entrato in azione ma ha espresso le proprie perplessità, a chi invece ha dimostrato contrarietà alla nostra mobilitazione. Quello che noi stiamo cercando di fare capire è che quanto sta accadendo a Lodi è inedito e pericoloso: è l’unico capoluogo d’Italia ad avere un regolamento così. Un regolamento che va ritirato affinché non venga poi applicato altrove, per il bene di tutta la popolazione, non solo quella straniera.

Un pericolo concreto, quello descritto dalla libraia di Lodi, tanto che è notizia delle ultime ore un caso simile: la giunta regionale del Veneto esclude dalla concessione del Buono sconto per i libri scolastici le famiglie straniere che non possono dimostrare di non avere possedimenti nel Paese d’origine. Un nuovo “caso Lodi”, che nasce ancora prima che l’originale giunga a una soluzione rispettosa dei diritti e dei doveri dei cittadini.


by Daniele Biella via Vita.it - Ultim'ora - News Feed

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La libraia di Lodi: "Solidarietà eccezionale, ma non è finita"
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