$type=grid$count=4$tbg=rainbow$meta=0$snip=0$rm=0

Economia collaborativa, una sfida per il volontariato

SHARE:

Il tradizionale appuntamento dell’associazione dei Csv inizierà giovedì 11 con una sessione preliminare su due temi di attualità per l’effi...

Il tradizionale appuntamento dell’associazione dei Csv inizierà giovedì 11 con una sessione preliminare su due temi di attualità per l’efficienza e l’immagine stessa dei Csv (e di tutto il terso settore) nei prossimi anni: il bilancio sociale e l’economia collaborativa. La giornata seguente, tutta in plenaria, si aprirà con un confronto sulla “nuova stagione” dei Centri di servizio: l’evento di Matera cade infatti in una sorta di snodo per la nostra rete, dato che solo due giorni prima l’Organismo nazionale di controllo dei Csv dovrebbe aver preso decisioni importanti per l’avvio della loro gestione secondo quanto previsto dal Codice del terzo settore. A questo punto entreremo nel merito delle suggestioni lanciate dal titolo della conferenza, con le attese relazioni di Giambattista Sgritta (“La libertà di andare controcorrente”), Linda Laura Sabbadini (sui 10 anni di crisi economica e sociale), Maurizio Ambrosini (“Ero straniero…”), Stefano Laffi (“Il volontariato come antidoto allo scontento”), Carlo Borgomeo (sulla credibilità del terzo settore). Concluderemo domenica 14 con alcuni aggiornamenti sull’intensa attività di CSVnet e con l’assemblea dei soci.

Il motivo per cui abbiamo scelto quei tre verbi (e quei cinque temi per i gruppi) è naturalmente legato al momento vissuto dal nostro Paese. Avvertiamo la necessità che il volontariato non solo reagisca al clima di diffidenza che lo sta progressivamente investendo, ma faccia sentire più forte la propria voce nel dibattito sui grandi temi sociali. E ciò potrà avvenire solo se si rafforzerà, anche attraverso la riscoperta delle sue radici e delle sue idealità.

La prima azione è dunque quella dello scegliere. Divenire o continuare ad essere volontario è (e deve essere) una scelta libera, come scritto nella legge 266 del ‘91 e nello stesso Codice del terzo settore. Ma non si sceglie solo di fare il volontario, bensì, inevitabilmente, si orienta la propria attività di volontariato. Scegliere presuppone la volontà e la capacità di distinguere arrivando a determinare. I volontari scelgono di mettere a disposizione gratuitamente il loro tempo e le loro capacità, e contemporaneamente finalizzano il loro impegno in favore della comunità e del bene comune, per promuovere risposte al bisogno che hanno individuato, preferendolo tra gli altri. E questa disponibilità è sempre particolarmente attratta dalle situazioni di maggiore emergenza, di palese ingiustizia, di marcata esclusione, di più intenso contrasto con quel senso del bene comune”.

Da qui il passaggio al provocare. Luciano Tavazza diceva che “non possiamo essere i barellieri della storia”, per ricordare come l’atto di portare la barella – non solo metaforicamente – non esaurisce il valore del volontariato; non riesce cioè a riassumere e rappresentare la finalità del volontariato se, oltre la stretta contingenza, si accetta di osservarlo nella pienezza delle intenzioni. Il volontariato provoca due volte: quando interviene sul problema reso manifesto e quando agisce per rimuovere le cause che lo hanno procurato. In entrambi i casi, non si ferma a una denuncia. Non manca chi auspicherebbe un volontariato meno impiccione e più concentrato sul fronte della riparazione dei danni. Ma il ruolo politico del volontariato è connaturato alla sua storia e alla sua natura. Per tale ragione può risultare scomodo e provocante”.

La sfida conseguente è allora quella di connettersi. È la sfida di cogliere la pluralità delle congiunzioni che l’esperienza del volontariato porta con sé, abbattendo il diaframma della separatezza e il dramma della solitudine, coniugando la dimensione locale con quella globale, radicandosi nel tempo presente senza rinunciare alla sostenibilità futura. Il volontariato crea connessioni dentro le associazioni, tra generazioni e sensibilità differenze, ma soprattutto ne crea con i soggetti al centro del “problema” che di volta in volta affronta: mi connetto con chi intendo aiutare, con il massimo rispetto per l’identità e la storia che lo caratterizza. Non creo, per quanto possibile, dipendenza ma mi adopero per consentire e supportare autonomia e affrancamento. È un legame di liberazione”.

(A questo link la versione integrale dell’introduzione di Stefano Tabò alla conferenza di Matera)


by via Vita.it - Ultim'ora - News Feed

COMMENTS

Nome

notizie,4059,
ltr
item
giornale libertà: Economia collaborativa, una sfida per il volontariato
Economia collaborativa, una sfida per il volontariato
http://i.cdn-vita.it/blobs/variants/a/4/9/1/a491294e-8024-4acd-b64b-76ab627ae32b_large.jpg?_636524072600357162
giornale libertà
http://giornaleliberta.blogspot.com/2018/10/economia-collaborativa-una-sfida-per-il.html
http://giornaleliberta.blogspot.com/
http://giornaleliberta.blogspot.com/
http://giornaleliberta.blogspot.com/2018/10/economia-collaborativa-una-sfida-per-il.html
true
3232550316594553791
UTF-8
Loaded All Posts Not found any posts VIEW ALL Readmore Reply Cancel reply Delete By Home PAGES POSTS View All RECOMMENDED FOR YOU LABEL ARCHIVE SEARCH ALL POSTS Not found any post match with your request Back Home Sunday Monday Tuesday Wednesday Thursday Friday Saturday Sun Mon Tue Wed Thu Fri Sat January February March April May June July August September October November December Jan Feb Mar Apr May Jun Jul Aug Sep Oct Nov Dec just now 1 minute ago $$1$$ minutes ago 1 hour ago $$1$$ hours ago Yesterday $$1$$ days ago $$1$$ weeks ago more than 5 weeks ago Followers Follow THIS PREMIUM CONTENT IS LOCKED STEP 1: Share. STEP 2: Click the link you shared to unlock Copy All Code Select All Code All codes were copied to your clipboard Can not copy the codes / texts, please press [CTRL]+[C] (or CMD+C with Mac) to copy